ANTROPOCENE L'EPOCA UMANA

MERCOLEDI 6 NOVEMBRE

spettacolo unIco ore 21.00



Introduce il film  JACOPO SIMONETTA ecologo


Regia: Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky
Attori: Alicia Vikander- (voce narrante) Alice Rohrwacher (voce narrante edizione italiana)
Fotografia: Edward Burtynsky
Musiche: Rose Bolton, Norah Lorway
Montaggio: Roland Schlimme



CANADA 2018 -   87 min.

Produzione: EDWARD BURTYNSKY, NICHOLAS DE PENCIER, DANIEL IRON, NICHOLAS METIVIER, NADIA TAVAZZANI MUSICHE: ROSE BOLTON, NORAH LORWAY

Distribuzione: FONDAZIONE STENSEN E VALMYN


Testimonianza dei cambiamenti che l'uomo ha imposto al Pianeta, attraverso una combinazione di cinema, arte, realtà virtuale e ricerca scientifica, interferendo su quelli che sono i processi naturali della Terra...


Anthropocene è il completamento, dopo Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), di una trilogia di documentari sull'impatto delle attività umane sul nostro pianeta. Un viaggio in sei continenti, narrato dalla voce di Alicia Vikander, per accostare i diversi modi nei quali l'uomo sta sfruttando le risorse terrestri e modificando la Terra come mai prima, più di quanto facciano i fenomeni naturali. La tesi dell'Anthropocene Working Group, che ha avviato i suoi studi nel 2009, è che gli ultimi 10.000 anni costituiscano un'era geologica vera e propria.

I canadesi Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier ed Edward Burtynsky hanno cominciato, nel 2005, all'inizio anche con il connazionale Peter Mettler, a investigare i paesaggi trasformati dalla mano dell'uomo per arrivare a una conclusione, che è anche il punto più alto e ambizioso dell'opera.

Un film con una tesi non nuova: ovvero che l'umanità sta sfruttando, più del dovuto, il pianeta, compromettendone lo stato e con conseguenze potenzialmente ancora più gravi, ma sviluppata in maniera organica e complessa con immagini spettacolari, che siano aeree o subacquee, dal forte impatto visivo e suono che sottolinea ed enfatizza. L'uomo ha superato i limiti e questo assunto esce da ogni immagine filmata in 43 luoghi di 20 diversi Paesi. In Kenya si accatastano le zanne sequestrate ai bracconieri di elefanti, che uccidono per ottenere l'avorio da commercializzare sui mercati asiatici, per essere bruciate.

Un gesto di enorme portata, che apre e chiude Anthropocene e vuole essere un segnale ai cacciatori. Intanto in un laboratorio di Hong Kong si continua a lavorare avorio per ottenere oggetti di vario tipo, che richiedono lavorazioni anche di anni, stavolta di provenienza legale: arriva dalla Siberia e dai ghiacci e dal permafrost che si sciolgono permettendo di recuperare i resti di antichi mammuth, una pratica ben descritta nel recente Genesis 2.0 dello svizzero Christian Frei. Sempre in Siberia è la città di Norilsk, che ospita le miniere di nichel e altri metalli più grandi del mondo ed è tra i luoghi più inquinati del pianeta.

Agli antipodi, il deserto cileno di Atamacama è punteggiato di vasche gialle o azzurre dove si tratta il litio, fondamentale per le batterie dei telefoni o delle auto elettriche. A Immerath, Germania, si sono abbattute case e una chiesa per allargare le miniere di carbone a cielo aperto.